2016 - La morte di Mons. Vincenzo Che - A.I.Ex - Ass.ne Int.le Ex-Cittadini Città dei Ragazzi

Vai ai contenuti

Menu principale:

2016 - La morte di Mons. Vincenzo Che

ADDIO PADRE VINCENZO

di Roberto Cosentino (roberto.cosentino@aiex.it)

E così anche lui se ne è andato. Anche lui ci ha lasciato con il vuoto dentro, quel vuoto che ti lasciano le persone care quando se ne vanno, quando spariscono e non puoi più cercarle, trovarle, parlare con loro.
Se n’è andato quasi alla chetichella, così come aveva vissuto la sua vita senza mai invadere, senza mai imporre la propria figura, ma infondendo la sicurezza di una presenza tenera, assidua e costante.
Padre Vincenzo ci ha lasciato e lo ha fatto dopo una intera esistenza trascorsa alla Città, la sua Città, quella che aveva imparato ad amare da Monsignore, quella che anche lui aveva contribuito a costruire anno dopo anno, osservando e accompagnando la vita di ogni ragazzo passato tra le mura solide edificate dal Nostro Padre.
Il suo trotterellare fra i viali, il suo sorriso particolare offerto da quei meravigliosi occhi a mandorla, il suo modo di scherzare con tutti, ha striduto con la sicurezza che aveva di morire! Negli ultimi incontri, conviviali e non, soleva affermare, quasi con solennità, senza paura o emozione alcuna: "Ecco - diceva - non so se la prossima volta ci sarò a festeggiare con voi". E noi, suoi ragazzi di una vita intera, nel regalargli quei momenti di gioia, pur nella consapevolezza che quel tempo si avvicinasse, inesorabilmente, lo tranquillizzavamo, scherzandoci su. Lui, felice, sorridente, prendeva il libro che gli avevamo donato e se ne saliva in camera, con la solitudine che non era solitudine, con la certezza che fuori da quelle pareti tanti cuori battevano per lui.
Grazie Padre Vincenzo per essere stato così. Grazie per ogni parola che ci hai donato, per ogni ricordo che hai avuto di Monsignore verso il quale ti legavano sentimenti grandi di gratitudine e di affetto, di gioia e di considerazione che, tu lo sai, erano altrettanto corrisposti da lui.
Ora non sarai solo lassù. Tra gli Angeli che ti faranno compagnia ce n’è uno in particolare, tuo compagno di una vita, con il quale ricomincerai a vivere e a parlare, a passeggiare tra viali pieni di fiori e con il quale, ne siamo certi, veglierai su tutti noi.
Anche la tua patria lontana ti ricorderà. Si ricorderà di quel figlio che tanti anni prima, tra mille difficoltà, aveva avuto il coraggio di abbracciare la gioia di Cristo.

Roma, 28 febbraio 2016

 
aggiornato il 21/05/2018

claudio.dibiagio@aiex.it

Torna ai contenuti | Torna al menu